Impianto immediato, provvisorio non funzionale e ridge preservation con biomateriale a lento riassorbimento e matrice 3D in collagene

Sesso

M

Età

35

Patologie pregresse

Nega patologie, acute o croniche, degne di nota

Situazione ossea

Picchi ossei interprossimali conservati, corticale vestibolare presente

Situazione tessuti molli

Papille interdentali presenti in paziente con biotipo medio

Igiene orale

Ottima compliance

Ragioni della visita

Dolore acuto in regione 14, esacerbato dalla masticazione, difficoltà in chiusura, limitazione funzionale

Attitudini e desideri

Remissione della sintomatologia algica e riacquisizione della funzionalità masticatoria. Elevata richiesta estetica, non tollerate protesi fisse a ponte, ne rimovibili, anche se provvisorie

Descrizione

Il Paziente si rivolge alla nostra attenzione per un dolore acuto, esacerbato alla masticazione instauratosi improvvisamente il giorno precedente, in regione I° premolare superiore destro.
All’esame clinico intraorale si apprezza una bocca in buone condizioni di igiene orale domiciliare, senza edentulie, con due sole otturazioni in amalgama d’argento di cui una, proprio in 14. Lievi segni di abrasione egli apici cuspidali da moderato bruxismo. Appare evidente una rima di frattura in 14, con andamento mesio – distale.
Il test di vitalità con cloruro d’etile, eseguito sullo stesso elemento, comporta una risposta intensissima e di tipo nevralgico con stimolazione di dolore irradiato ai tessuti duri e molli limitrofi. Viene eseguita una RX con centratore che evidenzia una piccola area di radiotrasparenza periapicale. Il sondaggio parodontale condotto con sonda PCPUNC 15 evidenzia un valore puntiforme di 13mm in corrispondenza della forcazione mesiale. Tale corredo sintomatologico propende per una diagnosi di frattura corono – radicolare di tipo verticale.

La prognosi per tale elemento è, pertanto, infausta. Viene comunque praticata la pulpectomia per controllare il dolore acuto ed un molaggio selettivo del 14 per escludere l’elemento fratturato dalle fasi masticatorie. Si informa il paziente della prognosi e del piano di cura per riabilitare il succitato elemento. In base alle richieste espresse dal paziente si opta per il posizionamento implantare post estrattivo immediato (tipo 1) in modalità flapless, con relativa provvisorizzazione immediata non funzionale (avvitata) e contestuale Ridge Preservation eseguita con uno xenoinnesto osseo di derivazione bovina a lento riassorbimento ed una matrice 3D in collagene di derivazione porcina. Al paziente vengono quindi esposti tutti i vantaggi e tutte le potenziali problematiche inerenti la scelta di questo protocollo terapeutico. Viene fatto firmare il consenso informato.

Al momento dell’estrazione viene, quindi, preparato l’alveolo chirurgico con frese a diametro crescente. Avvitato un impianto protesicamente guidato (per ottenere il tragitto di avvitamento al centro della superficie occlusale del futuro restauro protesico ) di diametro 4.1 e lunghezza 12mm, apice rastremato e superficie bioattiva. Raggiunta una stabilità primaria con torque di avvitamento maggiore di 35 Ncm, viene allestito il provvisorio avvitato, chairside, a partenza di una corona provvisoria del commercio.

Prima del montaggio del provvisorio, previo utilizzo di una vite di copertura a protezione del lume implantare, si inserisce il biomateriale osseo a lento riassorbimento, debitamente imbibito con il sangue del paziente nel residuo alveolo vestibolare.
Il pilastro metallico del provvisorio viene quindi utilizzato come carrier per adattare la matrice 3D al di sopra dell’innesto appena eseguito per stabilizzarlo e proteggerlo dalla più rapida migrazione del tessuto epiteliale.

Il paziente viene dimesso con copertura antibiotica ed antiflogistica. Vengono effettuati controlli a 1, 2, 4 settimane. Il decorso post-op è benevolo, privo di flogosi tissutali e algie. Non si sono verificati indesiderati allentamenti della vite di tenuta del provvisorio.

A 8 settimane viene svitato il provvisorio per la prima volta e viene rilevata un’impronta di precisione con transfer avvitato e siliconi per addizione con tecnica one wash. Il manufatto definitivo viene confezionato in Zyrconia e ceramica feldspatica fissata con colla anaerobica al moncone definitivo in titanio.

I controlli a 24 settimane evidenziano il naturale aspetto dei tessuti molli periimplantari e la buona integrazione cromatica e morfologica del restauro.

Tale approccio terapeutico ha consentito un ridotto numero di sedute alla poltrona ed un solo tempo chirurgico-protesico. Il rilievo dell’impronta ad 8 settimane eseguito senza blocco anestetico locale ha ridotto a due il numero di sedute (pulpectomia d’urgenza compresa ) eseguite in anestesia. Con un corretto approccio alla valutazione dei fattori di rischio ed una completa fase di pianificazione chirurgico protesica si possono ridurre tempi e costi a tutto vantaggio del paziente.

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