Difetto osteonecrosi: trattamento con Regenfast®

Sesso

F

Età

87 anni

Patologie pregresse

Osteoporosi. Ipertensione.

Situazione ossea

/

Situazione tessuti molli

/

Igiene orale

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Ragioni della visita

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Attitudini e desideri

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Descrizione

Paziente di 87 anni in terapia con farmaci che modulano il riassorbimento osseo per grave osteoporosi. Attualmente in terapia con Prolia, in passato ha assunto bifosfonati per via orale per più di 10 anni. E’ in terapia anti ipertensiva e anti aggregante.

A seguito dell’estrazione di un elemento dentario (4.2) presenta una infezione nella sede di intervento con comparsa di gonfiore ricorrente, algia e fuoriuscita di materiale purulento. E’ stata diagnosticata una osteonecrosi da farmaci e prescritta terapia con Amoxicillina ogni 8 ore per 15 giorni, sciacqui con collutorio e applicazioni di gel con clorexidina 3 volte al giorno. Dopo una settimana dal trattamento il quadro clinico è molto migliorato e la sintomatologia sensibilmente ridotta. Il giorno dell’intervento si presenta con fistola in corrispondenza della cresta edentula attraverso la quale è sondabile la cresta ossea (Fig. 1). Le sezioni cone beam evidenziano un frammento di osso necrotico. L’elevazione di un lembo mucoperiosteo (Fig. 2) offre una immagine intra operatoria molto chiara del frammento di osso necrotico, corrispondente alla corticale vestibolare all’elemento precedentemente estratto. La rimozione del frammento è semplice grazie al distacco dello stesso dal tessuto circostante per formazione di un sequestro completo (Fig. 3). Il tessuto osseo clinicamente sano è currettato ed è applicato un abbondante strato di Regenfast® prima della chiusura per prima intenzione (Fig. 4). Nella immagine 5 è possibile apprezzare la viscosità del prodotto che permette la permanenza nella sede di intervento. E’ importante, in questa fase, fare in modo che Regenfast® non entri in contatto con la saliva, evenienza che causerebbe una rapida dispersione nella cavità orale. Dopo la sutura la parte in eccesso del prodotto è applicata sulla linea di sutura (Fig. 6). A distanza di tre mesi dall’intervento è possibile apprezzare dei tessuti perfettamente sani, senza segni di patologia e l’immagine radiografica endorale conferma la guarigione ossea del sito trattato (Figg. 7-8).

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